
Ritorno per dire delle ovvietà. Ma sono luoghi comuni che tornano sempre utili. Voglio dire che chi fà da sè fa per tre, e non esiste cosa più vera perchè tu vatti a fidare delle persone, chiunque esse siano. Il migliore amico di ogni persona resta sempre e comunque sè stesso. D'ora in poi se voglio fare qualcosa, voglio contare solo su di me. Così poi,male che vada, l'unica persona con cui potrò prendermela la guarderò in faccia davanti ad uno specchio. Seconda ovvietà; fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Purtroppo è un mio difetto, nonostante di porte in faccia ne ho prese e musi contro muri ne ho dati, davanti ad un pò di gentilezza e un sorriso smagliante non so proprio vedere del marcio. Come al supermercato. Compri l'anguria o il melone e nonostante il tuo buon impegno e il tuo spiccato senso estetico... una volta arrivata a casa e lo apri trovi la sorpresa. Son fatta così. Però ci resto male lo stesso. E come disse Rossella O' Hara: domani è un altro giorno.





Non sono molto brava a metabolizzare le notizie inaspettate.
Non riesco a masticarle con dedizione per poi ingoiarle senza il rischio di strozzarmici o che mi restino sullo stomaco per un po’.
Dovrei cercare di essere complice, ma non ci riesco.
Sì, ho bisogno di essere guidata in questo percorso ad ostacoli, di una mano che attenta mi guidi senza farmi inciampare. Non troppo, almeno.
Come un’alunna mi siederò nel primo banco, e diligentemente assimilerò le mie istruzioni prendendo appunti e studiandomi a memoria la parte, tanto per essere preparata ad ogni evenienza senza correre rischi inutili di dimenticarmi qualche pezzo del discorso.
Sovente esploro ciò che mi sono lasciata alle spalle, perché è più facile che sognare un orizzonte troppo lontano per i tmiei occhi miopi. Un cordone ombelicale sentito in maniera viscerale, che io ho sempre vissuto le emozioni prima con la pancia che con la testa. Sono ancora in tempo.
Però prima devo arrotolare l’istintività, accantonarla nell’angolino del “non adesso!”, trovare qualcosa di forte che mi aiuti a mandare giù quel boccone che sento ancora troppo amaro in gola, e munirmi di un registratore. Non sono mai stata brava a prendere appunti.
Tequila, amica di vecchia data, quanto è passato? Ben ritrovata.

[24 ottobre 2007]
"You light the skies, up above me
A star, so bright, you blind me, yeah
Don’t close your eyes
Don’t fade away, don’t fade away"
Cosi è iniziato un sogno ad occhi aperti, cosi è nato un tuffo nel cuore, cosi è scesa una lacrima densa di emozioni quando tutto si è spento e lo spettacolo è iniziato.
"If walls break down, I will comfort you
If angels cry, oh I’ll be there for you
You've saved my soul
Don’t leave me now, don’t leave me now"
Colori, luci, suoni, coreografie... immagini a schermo intero, primi piani di sorrisi e la fatica di riuscire a capire un inglese troppo stretto e troppo poco ripassato. Undici anni di attesa, di speranze prima disilluse e poi illuminate di nuovo, perchè è un mondo bellissimo, brillante e sono tornati di nuovo..(Beautiful world, Shine and Back For Good). E' stato un sogno durato 2 ore, intense e piene di ricordi.... man mano che le canzoni uscivano dalle loro meravigliose voci, dalla Sua meravigliosa e calda voce, dentro di me un flashback di ricordi si succedevano in un turbinio di batticuori mai sedati.
"All the stars are coming out tonight
They’re lighting up the sky tonight
For you, for you
All the stars are coming out tonight
They're lighting up the sky tonight "
Quattro stelle che non hanno mai smesso di brillare, nonostante i silenzi, nonostante gli anni trascorsi e il diventare grandi. Undici anni, che nel preciso istante in cui le luci si sono spente, sono scomparsi, annullandosi per due ore, tornando un pò bambina.
"Yeah you and me we can ride on a star
If you stay with me girl
We can rule the world
Yeah you and me, we can light up the sky
If you stay by my side
We can rule the world"
Quella sera ho cavalcato con voi una stella, il mio sogno diventato realtà. Perchè ho avuto pazienza...e in un minuto tutte le pene si sono fermate....
"Just have a little patience,
Still hurting from a love I lost,
I’m feeling your frustration,
but in any minute all the pain will stop,
just hold me close inside your arms tonight,
don’t be to hard on my emotion. "
Un'attesa ricompensata con lacrime di gioia, di entusiasmo, di calore, perchè per due ore abbiamo condiviso lo stesso cielo, lo stesso spazio. Un'attesa in cui mai nessuno vi ha dimenticati. Never Forget.
"Never forget where you've come here from
Never pretend that it's all real
Someday soon this will be someone else's dream"

Resto in attesa che arrivi il mio momento. Quel momento, sì sì.... proprio quello. Quello che ognuno di noi aspetta da sempre. Mi chiedo se sia giusto, se sia giusto restare fermi lì, proprio in quel punto, ad aspettare. Forse è meglio andare, camminare... poi correre verso il momento? Andargli incontro, a passi svelti, a passi giganti... allungare le braccia, tendergli una mano...sorridergli? O forse no. No. Restare lì, dove si è ... fermi immobili per paura che se ci spostiamo anche solo di un millimetro... il momento non ci riconosca, passi oltre solo sfiorandoci ma senza toccarci, senza venirci addosso per travolgerci, come se fosse un uragano che con forza ci solleva e ci trasporta proprio ne posto in cui vorremo essere, in un batter di ciglia. Se ci muoviamo, invece, ci sfiora come un lieve alito di vento che solletica le guance e nulla più. E così, resto in bilico. Ancora un pò.


[Voglio vestirmi con i tuoi sguardi. Ecco quello che voglio.]
Spogliarmi dalle parole superflue, lasciare che mi scivolino addosso come se fossero gocce d’acqua che vanno ad infrangersi nel fiume dei discorsi vuoti. Sentirmi nuda da qualsiasi pregiudizio, risvegliarmi da quell’intorpidimento di sensazioni che vogliono esplodere come vulcani incandescenti.
Le tue dita a piccoli passi disegnano brividi sulla mia pelle che freme e vibra.
Ed ecco che a poco a poco vengo rivestita dai tuoi sguardi, ingordi, presenti, pesanti, veloci, audaci.
Li sento, li posso toccare, sono lì. Dapprima sul mio collo teso a riceverli, poi lentamente li sento coprirmi il seno, i fianchi, le gambe. Come lava incandescente sento il tuo respiro, come petali che delicatamente si posano sull’erba sento le tue carezze.
[Voglio vestirmi con i tuoi sguardi. Ecco quello che voglio.]




Questa notte che profuma di temporale sento che ancora è inquieta; i vetri vibrano dolcemente al suono borbottante dei tuoni in lontananza.. ed io mi faccio un pò più piccola sulla poltroncina di pelle che mi ospita mentre scrivo questi pensieri alla rinfusa. Quando sono protetta dalla mia casa, mi piace ascoltare la natura là fuori. Il vento che sibila e passa attraverso le piccole fessure delle tapparelle abbassate come una ragazzina capricciosa; quella civetta che di tanto in tanto, canta appena fuori la finestra della mia camera da letto e mi riporta un pò lontano con i ricordi e mi fa sorridere; i grilli che sembrano lamentarsi all'unisono del caldo estivo; oppure il piccolo ticchettio della pioggia...come tante piccole impronte di uccellini sul tetto; e poi c'è sempre lei, la luna, che sembra giocare a nascondino tra le nuvole scure, componendo ombre e disegni che lasciano spazio alla fantasia. Sta arrivando settembre, mentre agosto sta per abbandonare questo 2007 portandosi dietro il sapore del mare, le risate della spiaggia, le lunghe dormite e i buoni propositi del rientro.
[Ci morirei, ci morirei, su quel tuo corpo bianco e liscio morirei..]
Lo aspetto alla finestra, quest'anno, Settembre.
